Combattere contro una malattia, farlo per amore di una figlia e per tutte le persone che ogni giorno si trovano ad affrontare la loro personale battaglia con la sclerosi multipla. È la storia di due genitori coraggiosi che della lotta per sconfiggere questa patologia infiammatoria del sistema nervoso ancora sconosciuta, ne hanno fatto una ragione di vita. I due, originari di Verona, si trovano per la prima volta di fronte alla sclerosi multipla quando scoprono che la loro figlia ne è ammalata. Dopo un primo momento fatto di incredulità e mestizia, decidono di rimboccarsi le maniche e non darla vita alla malattia. Uno sforzo così forte che porta ai primi risultati tangibili. La loro figlia sta meglio: scoprono che la sclerosi multipla non è invincibile e che, anzi, con le adeguate cure si può finanche tenerla a bada. Un raggio di speranza nel buio pesto, che li spinge a creare nella primavera del 2022 un’associazione: Chiave di Solidarietà ETS. Da veri combattenti iniziano a scendere in campo e lottare giorno dopo giorno per la loro figlia, ma anche per tutte le persone che hanno bisogno di speranza. Da allora hanno iniziato a organizzare eventi il cui unico scopo è quello di aiutare l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla di Verona.
Ma facciamo un passo indietro, devono sottoporre la loro figlia ad una banale visita dall’otorino. Dopodiché, la loro vita è cambiata per sempre. “La malattia la scoprimmo per caso, durante una banale visita per una infezione all’orecchio curata con un antibiotico – raccontano – Dopo gli accertamenti con risonanza magnetica è venuta fuori la diagnosi, un inizio di sclerosi multipla. Ci cadde il mondo addosso. Ma più avanti scoprimmo che con le giuste indicazioni dei medici avremmo potuto intraprendere una terapia per tenere a bada l’avanzamento della malattia”.
Cominciata questa terapia, scoprono che il quadro clinico della loro figlia è sotto controllo: dunque, la sclerosi multipla non è invincibile. “Non ci siamo mai arresi – assicurano in coro – Nostra figlia ha preso consapevolezza della malattia e grazie ad una diagnosi in tempi utili siamo riusciti ad intervenire”.
Il ragionamento: se tutti fossero a conoscenza dell’importanza di una accurata prevenzione – quante persone si potrebbero aiutare? “Ecco perché abbiamo deciso di creare una associazione – Non solo per raccogliere fondi a scopo benefici e per la lotta alla sclerosi multipla, ma anche per comunicare a tutti, con una serata di musica e allegria che la malattia si può bloccare/rallentare se si interviene per tempo. La storia di nostra figlia ne è l’emblema”.
Le serate in musica e divertimento senza mai perdere di vista l’obiettivo principale: ovvero aiutare tutti coloro che lottano contro la sclerosi multipla.
Il primo concerto, il “Summer Music” del 2022 a San Martino Buon Albergo, vede la partecipazione di Roby Facchinetti e di due importanti Tribute Band, gli Abba Dream e i Big One Tribute Band. Evento a cui partecipa direttamente anche l’AISM di Verona. “Volevamo avere un contatto diretto con chi ogni giorno è in campo in questa lotta contro la sclerosi multipla –Telefonammo all’associazione di Verona e, dopo un breve colloquio per spiegare il progetto, trovai subito il sì per partecipare anche con la loro presenza e la loro conoscenza scientifica a questi eventi il cui ricavato sarebbe finito nelle loro casse. Fu un vero e proprio colpo di fulmine. Da allora la collaborazione è andata avanti”.
All’evento del 2022, il primo di Chiave di Solidarietà, la risposta del pubblico è buona. Ma soltanto l’anno dopo l’associazione raccoglie i frutti di tanti sforzi e sacrifici. È il concerto al Teatro Romano di Verona con il maestro Diego Basso e con l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana in una serata di inizio settembre per rivivere le melodie dei Queen. È un successo: sold out, spettatori in delirio, raccolta di oltre 20mila euro di fondi donati all’AISM Verona. “La scienza va avanti e bisogna cercare di sostenerla, senza non saremmo arrivati alle cure che ci sono oggi”. Ecco perché eventi come quelli organizzati dall’associazione Chiave di Solidarietà ETS donano nuova linfa alla ricerca e mettono in guardia la popolazione. “Ci sono piccoli sintomi che noi crediamo banali, ad esempio il formicolio di un arto o l’annebbiamento della vista per qualche secondo, un calo di udito improvviso e tanti piccoli sintomi che possono essere dei campanelli d’allarme” aggiungono i due ideatori dell’associazione. “Magari con un colloquio con uno specialista si possono prevenire le forme gravi di questa malattia, ecco perché oltre a donare i fondi alla ricerca, insistiamo sulle campagne informative grazie alla collaborazione con l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla di Verona”.
Ringraziamo con tutto il Cuore i medici dei reparti di Otorinolaringoiatria Direttore Dott. Sergio Albanese, il reparto di Neurologia Dott. Fabio Marchioretto dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar i quali con la loro Preziosa professionalità, portano i loro Pazienti ad affrontare la Vita più serenamente.
Ringraziamo anche tutti gli Amici e Conoscenti che ci sono stati vicini e hanno anche aderito come volontari alla partecipazione dell’Ass. Chiave di Solidarietà ETS.
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